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POMERIO DUCALE NATURA MEMORIA CULTURA

Italia Massa 2021

Il Pomerio Ducale, realizzato da Alberico I Cybo-Malaspina nel XVI sec., è stato oggetto di modifiche nel corso dei secoli con un impianto a base quadrata delimitato da mura e torrette, era caratterizzato al suo interno da percorsi alberati impostati su una maglia geometrica fatta di linee ortogonali o angolate. Erano previsti due ingressi, uno disposto a valle e uno a monte dell’impianto planimetrico. Attualmente buona parte del Pomario è andata persa, rimangono visibili alcune porzioni di mura lato Carrara e il portale in marmo situato tangente a via Palestro in stile rinascimentale, opera dall’Architetto Bartolomeo Ammannati.
Ad oggi, infatti, come si può notare dalle foto inserite, l’area di progetto Pomario si presenta come un “vuoto” all’interno di quello che rimane delle mura storiche che sono andate in buona parte perse, caratterizzato soltanto da una superficie abbandonata e incolta.
Il progetto scaturisce dall’interpretazione della cartografia originale, la nostra proposta ne estrae i ritmi, le geometrie, divenendo matrice per definire il nuovo parco urbano. Tramite questa lettura studiamo da un lato la disposizione geometrica delle superfici materiche e vegetali, che interagiscono tra di loro creando una composizione di spazio e a livello culturale il progetto aggiunge valore alla città di Massa.
Non si tratta di una trasposizione semplicistica delle sue tracce, bensì di un’analisi attenta del tracciato storico che parte dalla memoria del luogo e dalle sue forme in origine. In quest’operazione di riqualificazione e conseguente valorizzazione di uno spazio che ha avuto una sua storia nobile, che le sue attuali condizioni non rivelano, il progetto poteva essere caratterizzato tra due opzioni alternative: a) la prima sarebbe stata la ricostruzione ‘tal quale’ delle opere e delle forme che la storia ci ha consegnato, anche se mal messe, con un intervento di filologica ricostruzione, di sostituzione e di fedele riproduzione. Opzione peraltro assolutoria e sempre presente quando si interviene sull’esistente costruito, nel restauro architettonico e artistico. Implica necessariamente la didascalica replica in forma di copia di opere e manufatti di un altro tempo, con tutte le conseguenze che ciò comporta: il valore positivo della testimonianza culturale ne sarebbe surrettiziamente falsificato da un intervento sostitutivo non autentico ma posticcio. La seconda opzione b) avrebbe invece considerato quella storia nobile e le sue opere per il valore culturale di cui sono portatrici e testimoni di un segmento di storia di una città e di una comunità raccolta intorno ad essa. Implica il conoscere, il capire e il curare un luogo che ci appartiene, rigenerandolo con l’attenzione e la cura che un intervento pensato e realizzato oggi può dare. Con i pensieri degli uomini di questo secolo e con le opere che sono capaci di realizzare.
Tra le due ipotesi abbiamo scelto la seconda, più aderente alla storia della città e meno soggetta al rischio di falso storico che gli interventi di replica comportano.
Alla fedele riproduzione di forme abbiamo preferito la fedele interpretazione di quella storia e di quei significati. Ciò implica la necessità di intervenire in questo brano di città con attenta e partecipe attenzione, per prendersi cura di una parte di territorio oggi ferito.

STATUS
Competition Entry
PROGRAM
Urban Design
CREDITS
Guido Giacomo Bondielli, Elisa Ustioni, Giacomo Del Bergiolo, Giuseppe Giusti, Marco Lombardini, Matteo Sanzeni, Micaela Podestà, Natalia Tonini, Plinio Tammaro, Francesco Rappelli, Simona Del Freo, Simone Tonarelli
RENDER
Marco Lombardini

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